Liquido raffreddamento motore: composizione, rabbocco e sostituzione

Liquido raffreddamento motore: composizione, rabbocco e sostituzione

Il liquido di raffreddamento ha come scopo principale quello di mantenere la temperatura del motore costante e di evitare surriscaldamenti. In condizioni di massima efficienza garantisce l’ottimale smaltimento del calore generato dal motore: ciò significa che il motore raggiunge più rapidamente la temperatura di esercizio e può lavorare in una condizione termica ottimale. Non appena vengono a mancare alcune caratteristiche chimico-fisiche del liquido di raffreddamento, il sistema di alimentazione potrebbe lavorare a temperature leggermente più alte e con conseguenze potenzialmente gravi sia sul motore che su tutti i componenti dell’impianto di raffreddamento.

Composizione e colori dei liquidi refrigeranti

La maggior parte dei liquidi refrigeranti per veicoli è formata al 50% da glicole etilenico (in alcuni casi sostituito dal glicole propilenico). Grazie a questa sostanza il liquido di raffreddamento può raggiungere -40 °C o + 130 °C, senza congelare o bollire.

Per effetto del calore, e di altri fattori, il glicole tende a decomporsi in altri acidi organici corrosivi se non viene inibito con degli additivi specifici. In altre parole, gli additivi aiutano a evitare i fenomeni della corrosione, della cavitazione e della formazione di ruggine, oltre che a lubrificare componenti come la valvola termostatica e la pompa dell’acqua (altrimenti destinati a gripparsi).

Per questi motivi il liquido di raffreddamento non dura per sempre e deve essere sostituito secondo le indicazioni del costruttore. Indicativamente, in base alla tipologia del liquido, sono consigliati i seguenti intervalli di sostituzione:

  • 4/6 anni per i liquidi a base di glicole etilenico o propilenico;
  • 2 anni per liquidi a base di metanolo (questi liquidi di vecchia generazione non sono idonei per leghe leggere ad esempio alluminio).

I vari colori dei liquidi (rosso, viola, porpora, giallo, verde e blu a cui si aggiungono le varianti di colori) hanno due motivi fondamentali:

  1. aiutare ad individuare eventuali perdite;
  2. distinguere le caratteristiche degli additivi anticorrosione (inorganici e organici), evitando la miscela tra loro.

Con tutti questi colori, anche il lavoro di manutenzione degli autoriparatori si è complicato. La soluzione è stata abolire quasi completamente gli inibitori tradizionali (inibitori inorganici a base di sali di fosfato, borato, silice e nitriti) con inibitori organici che si distinguono per il colore arancione-rosso. Sono compatibili con molti liquidi antigelo ad esclusione di quelli blu-verde. Se si prova a mescolare liquidi incompatibili, come il verde-blu con l’arancione-rosso, gli agenti fluidificanti e di anticorrosione potrebbero reagire producendo un composto gelatinoso.

Inoltre, con l’avvento dei veicoli ibridi, è nata la necessità di sviluppare liquidi refrigeranti dedicati che hanno il potere di proteggere dalla corrosione provocata dalle correnti galvaniche (diffuse nelle auto ibride, per la presenza di batterie elettriche e per un numero sempre più elevato di componenti elettronici).

Sul mercato esistono formule pronte all’uso (già diluite) e formule concentrate (da diluire).

Consumo anomalo di liquido dopo il rabbocco, come individuare la perdita

Con l’utilizzo e il passare del tempo, si possono verificare delle usure dei tubi del sistema di raffreddamento che possono riportare delle microfratture e/o delle perdite dovute principalmente alle variazioni termiche, oppure alle vibrazioni a cui è sottoposto il sistema.

Una buona abitudine è quindi quella di procedere al controllo periodico dei livelli, tra cui quello del liquido refrigerante. Qualora il livello sia al di sotto del minimo si procede con un classico rabbocco, ma se si dovesse riscontrare un consumo anomalo è necessario eseguire una corretta diagnosi in officina.

In caso di perdita, i professionisti del settore procedono ispezionando visivamente i manicotti, la pompa dell’acqua, la valvola termostatica e il radiatore. Spesso vi sono però delle perdite di trasudazione dove il liquido cala ma non si vede la goccia sul componente o la traccia per terra.

Per velocizzare e facilitare notevolmente i tempi di diagnostica, ed individuare rapidamente le perdite esterne, sul mercato vi sono dei liquidi traccianti che permettono di localizzare rapidamente l’inconveniente.

TUNAP 144: il tuo alleato per la ricerca delle trasudazioni

Sei un meccanico? Quante volte, nella fase di diagnostica, ti sei trasformato in un detective per individuare le fughe!

TUNAP Professional 144 è un prodotto contenente un pacchetto di principi attivi sintetici per sistemi di raffreddamento, senza simbologia pericolosa e idoneo per liquidi con o senza silicati. Grazie agli agenti UV, contenuti nella formulazione chimica, si consente la localizzazione in modo rapido delle perdite nel sistema di raffreddamento.

Non solo in fase di diagnosi ma anche nella manutenzione ordinaria come prevenzione e prestazione!

Nel periodo estivo, dove le temperature si innalzano, si fanno più chilometri e si rischia di stare maggiormente in colonna, anche l’impianto di raffreddamento del motore viene messo maggiormente sotto stress e qui si fanno i conti con la manutenzione precedentemente eseguita. Hai mai visto a bordo strada i veicoli in panne o addirittura in fiamme? Una delle possibili motivazione è proprio il sistema di raffreddamento. Il punto cruciale è domandarsi se il cambio del liquido di raffreddamento è stato eseguito seguendo il piano di manutenzione! E queste casistiche non riguardano solo le auto, ma anche i camion. In tutti questi casi quindi diventa importante giocare d’anticipo e non correre ai ripari a problema presentato! Ecco che l’utilizzo di un additivo in prevenzione, prima di grandi viaggi o casi in cui il motore viene messo particolarmente sotto stress, diventa strategico per proteggere il sistema di raffreddamento da calcare e ruggine.

Oltre ad essere un valido alleato per individuare le trasudazioni, TUNAP 144 offre un’ottima protezione del circuito di raffreddamento da calcare e ruggine, due acerrimi nemici del sistema, che ne compromettono il corretto scambio termico.

Il prodotto TUNAP, infatti, trasforma ruggine e calcare in sostanze idrosolubili e integra gli additivi presenti nel liquido di raffreddamento.



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