Perdita di gas climatizzatore auto: come identificarla e risolverla

Perdita di gas climatizzatore auto: come identificarla e risolverla

Una corretta manutenzione del climatizzatore auto ci permette di viaggiare senza incorrere in fastidiosi inconvenienti. Oltre al cambio del filtro antipolline con la pulizia del clima, da eseguire ogni 15.000 km o almeno una volta all’anno, con il passare del tempo può essere necessario ricaricare il climatizzatore quando ci si accorge che l’impianto clima non fa “più freddo come prima”.

Questo inconveniente richiede una specifica diagnosi per individuare il motivo dell’inefficienza del sistema. Certo, l’impianto di climatizzazione non ci lascerà a piedi, ma sicuramente non sarà piacevole ritrovarsi senza aria condizionata nelle calde giornate estive.

Le possibili cause che generano una perdita dall’impianto aria condizionata

Il gas refrigerante, che consente all’impianto clima di rilasciare aria fresca nell’abitacolo, è contenuto in un circuito chiuso e sigillato.

Quindi, se non ci sono lacerazioni o micro-lacerazioni nelle tubazioni e/o raccordi, il gas refrigerante è presente nel condizionatore e si registra un normale consumo annuo pari a qualche frazione di grammo. La principale causa della perdita dall’impianto aria condizionata è dovuta a o-ring o guarnizioni che con il tempo perdono la loro elasticità originaria, si seccano e quindi riducono la loro tenuta. Vi sono inoltre ulteriori motivazioni come:

  •  lievi incidenti che possono provocare piccole fessure;
  • lavaggio ad alta pressione del motore;
  • tubazioni in gomma e alluminio colpite da detriti o oggetti.

Il climatizzatore ci mette più tempo a rinfrescare l’abitacolo, questo potrebbe essere un altro segnale di una potenziale perdita nel circuito.
Avvicinando la mano alle bocchette, si potrà sentire un flusso di aria meno fredda, rispetto a prima. Questa manifestazione richiede una diagnosi professionale per individuare la causa della perdita.

Verifica perdita nel circuito di climatizzazione dell’auto e dei camion

Il gas refrigerante è un componente chimico inquinante, su cui la legislazione europea si è concentrata. Dal 2017 tutte le auto nuove devono utilizzare il nuovo gas R1234YF, che è risultato maggiormente performante dal punto di vista energetico e anche meno inquinante, ma dall’altro canto molto più infiammabile. Sulle auto antecedenti questa data viene invece utilizzato il gas R134a. I due gas non possono essere mescolati tra loro e richiedono accorgimenti diversi.

Per questo motivo è fondamentale rivolgersi ad un’officina specializzata che possa procedere all’individuazione del corretto gas refrigerante e della giusta procedura di manutenzione e ricarica.

Gli addetti ai lavori, come prima cosa, effettuano lo svuotamento del circuito, iniziano la fase diagnostica e concludono il lavoro ricaricando il gas refrigerante.

Sei un meccanico, un elettrauto o un carrozziere? Quante volte, nella fase di diagnostica, ti sei trasformato in un detective per individuare le fughe!

I punti potenzialmente più deboli del circuito dell’aria condizionata sono noti ad un riparatore esperto, ma non sempre sono facilmente raggiungibili senza smontare plastiche o cablaggi.
Per facilitare questa fase, sul mercato sono disponibili diverse soluzioni che variano in funzione della tipologia di attrezzatura e soprattutto dell’entità del problema:

  • Soluzione di contrasto e lampada UV. Il mezzo di contrasto viene aggiunto al refrigerante a impianto vuoto oppure pieno (grazie all’utilizzo di appositi sistemi di applicazione). La soluzione di contrasto fuoriesce dal punto di rottura, evidenzia la perdita, identificata grazie all’utilizzo di una lampada UV.

    Pro: costi molto bassi.
    Contro: per inserire il tracciante serve la stazione di ricarica.

  • Rilevatore a schiuma. È il metodo più semplice da utilizzare a impianto vuoto. In base alla grandezza della falla, la perdita può essere visibile spruzzando la schiuma sulle parti da osservare.

    Pro: costi molto bassi.
    Contro: limite nelle ricerche più nascoste e piccole fughe.

  • Rilevatore elettronico di gas/azoto. Riconosce la presenza di gas alogeni (es. azoto) e permette di individuare anche le perdite più piccole e nascoste che non sarebbero visibili con la soluzione di contrasto.

    Pro: rileva perdite piccole e quelle in posti difficilmente visibili (es. evaporatore).
    Contro: costi dell’attrezzatura (serve un dispositivo/ naso elettronico) e il gas iniettato nel circuito non è recuperabile e finisce in atmosfera.

TUNAP 582 è un tracciante che consente l’individuazione delle fughe senza l’utilizzo di macchinari e, grazie alla sua innovativa tecnologia, protegge il circuito interno dell’impianto di clima del veicolo, riparando le micro-perdite all’istante e velocizzando la fase di diagnostica e riparazione.

Prodotto 5 in 1:

  • Riduce l’attrito assicurando prestazioni di raffreddamento costanti.
  • Minimizza l’usura del compressore.
  • Protegge l’olio PAG da ossidazione.
  • Consente di localizzare rapidamente eventuali perdite, grazie agli speciali ingredienti UV.
  • Rigenera O-ring e guarnizioni, prevenendo eventuali micro-perdite.

TUNAP 582 è compatibile sia con il gas R1234YF che R134a, grazie ad appositi adattatori che garantiscono una sicura applicazione del prodotto. 



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