Nemici invisibili

I nemici invisibili di salute e ambiente

Ipsos , azienda di ricerche di mercato, ha monitorato anno dopo anno gli elementi esterni che preoccupano la popolazione italiana. Da questi studi è emersa, in costante crescita, la preoccupazione per il tema ambientale, come evidenziato dall’”Earth day 2019”.
A livello globale l’opinione pubblica identifica come principali motivi di preoccupazione per l’ambiente e le persone: i cambiamenti climatici (37%), l’inquinamento atmosferico (35%) e lo smaltimento dei rifiuti (34%).

In Italia le tematiche più rilevanti che preoccupano la popolazione sono:

  1. Lo smaltimento dei rifiuti 48%
  2. L’inquinamento dell’aria 43%
  3. Il riscaldamento globale 41%

I nemici invisibili per la salute

In questo contesto di incertezza e cambiamento vengono pubblicati dati preoccupanti, che mettono in evidenza alcuni nemici invisibili dannosi per la salute delle persone:

Inquinamento atmosferico

Il rapporto “Qualità dell’aria in Europa 2016” redatto dall’Agenzia europea per l’ambiente ci riporta i seguenti numeri:

  • 66.630 le vittime del particolato fine (PM 2.5)
  • 21.040 del biossido di azoto (NO2)
  • 3.380 per l’ozono

L’OMS, in uno studio, infatti ha trovato una relazione tra aria malsana e morti premature. La qualità dell’aria inoltre è importante in quanto respirare un’aria non pulita porta all’aumento delle possibilità di avere malattie gravi, sia respiratorie che cardiovascolari.

Batteri, fughi e muffe

Questi nemici invisibili si depositano sulle superfici con cui noi entriamo a contatto, entrano nelle nostre case e arrivano anche all’interno dell’abitacolo del veicolo. È stato rilevato che il volante è 4 volte più sporco di un bagno pubblico. L’analisi effettuata da CarRentals.com ha rilevato che nell’abitacolo possono annidarsi fino a 700 tipi diversi di batteri e alcuni sono molto dannosi per la salute.

Virus

I virus vengono veicolati dalle persone. Come il covid-19 che nel 2020 ha portato a una pandemia mondiale.
Per combattere questi nemici invisibili, soprattutto in periodo di paura come durante la pandemia, l’utilizzo inadeguato delle sostanze chimiche ha generato un nuovo problema, ossia l’intossicazione. Utilizzare i prodotti correttamente, informarsi adeguatamente sui prodotti chimici utilizzati e conoscere i pittogrammi riportati sui flaconi è fondamentale. Alcune sostante chimiche, infatti, possono essere pericolose per la salute delle persone. Un esempio è il n-esano, utilizzato in molte sostanze spray e dannoso per il sistema nervoso.

Aumento della preoccupazione e aumento della responsabilità ambientale

Gli argomenti di tutela della salute e dell’ambiente sono sempre stati temi percepiti come distanti e intangibili. Il 2020 è stato un anno di pandemia e, con anche l’aumento delle catastrofi naturali, ha costretto gli italiani e la popolazione mondiale a fare i conti con i numerosi allarmi lanciati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Assieme all’aumento della preoccupazione, nelle persone è cresciuto anche il livello di responsabilità ambientale. Ipsos evidenzia che il 51% degli intervistati ha affermato di volersi impegnare in prima persona nel compiere azioni volte a ridurre i rifiuti derivanti da materiali da imballaggio, sostituendoli con prodotti realizzati con materiali riciclati. Gli italiani stessi hanno dichiarato di essere disposti ad assumere abitudini di consumo più responsabili.

L’impegno di TUNAP per una manutenzione sostenibile

Attraverso una ricerca e sviluppo continua, pilastro fondante del gruppo fin dal 1972, TUNAP ha investito in tecnologie all’avanguardia che potessero soddisfare i criteri di sostenibilità (sia sociali che ambientali ed economici) e ha sviluppato campagne marketing che rispettassero tale filosofia. Non solo soluzioni efficaci per la manutenzione del veicolo, anche trattamenti sicuri per la salute delle persone e dell’ambiente.
La sfida di TUNAP è da sempre quella di offrire sempre sistemi innovativi, all’avanguardia dal punto di vista tecnico, con il massimo rispetto per l’uomo e l’ambiente.

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