Analisi chimico fisiche per individuare la corretta causa di rottura del veicolo

Analisi chimico fisiche per individuare la corretta causa di rottura del veicolo

Nel funzionamento di un veicolo (come auto, camion, trattori ma anche cisterne di più grandi dimensioni) ci sono alcuni fattori esterni che possono incidere sul non corretto funzionamento meccanico. Nella fase di diagnosi può, quindi, risultare necessario svolgere delle indagini analitiche sui fluidi funzionali del mezzo. Queste analisi chimico fisiche del settore automotive, sono utili per l’officina su veicoli in garanzia o correntezza (ossia garanzia aggiuntiva data dal costruttore) ma non solo, tutelano il consumatore da cause esterne che portano a rotture o malfunzionamenti del veicolo.

Quando ricorrere ad indagini chimiche approfondite?

Si possono individuare fondamentalmente tre scenari:

  • Cliente in panne. Ossia il veicolo si spegne e non si mette più in moto. In questo caso l’officina deve procedere ad una diagnosi per verificare se la rottura è dovuta ad una problematica meccanica o a cause esogene.

    Ad esempio:
    un cliente fa carburante in un distributore e successivamente, dopo pochi km, il veicolo si spegne perché si bloccano gli iniettori. In questo caso l’officina dovrà eseguire una diagnosi per identificare la motivazione e la causa della rottura dovuta ad un aspetto meccanico o a una causa esterna.

  • L’officina ha fatto una riparazione e dopo poco si ripresenta il danno. È necessario capirne la motivazione e in questo caso il servizio analisi può servire a tutelare il lavoro fatto dall’officina.

    Ad esempio:
    se un’officina cambia pompa e iniettori e il danno si verifica dopo poco tempo, successivamente a un pieno, diventa importante capire se la causa è un pieno scadente.
  • In officina entra un veicolo in garanzia. In questo caso il tema è quello della brand loyalty. Questo è quindi un tema di fidelizzazione e l’obiettivo è quello di dimostrare al cliente che il veicolo acquistato non ha difetti di produzione e ci sono cause esogene che hanno creato il danno.
    Questo è un tema caldo per tutte le case automobilistiche e indispensabile per i premium brand.

Quali sono i fattori esterni e le cause?

I sintomi che si possono verificare sono di diversa natura: iniettori grippati o pompa d’alta pressione rotta, rottura del radiatorino EGR, intasamento del filtro antiparticolato (DPF – FAP), anomalia del sistema SCR (comunemente identificato come AdBlue®), presenza di alghe nel serbatoio, ecc.

Successivamente alla fase di diagnostica è importante individuare la fonte del problema e la causa di queste rotture. Il fattore maggiormente diffuso è quello relativo alla scarsa qualità dei carburanti, ma ci sono numerose analisi chimico fisiche da effettuare.

Che tipo di analisi? A quali liquidi funzionali?

In base alla rottura riscontrata, e alla diagnosi svolta in officina, è necessario scegliere la giusta indagine analitica sul corretto fluido funzionale. Le opzioni a disposizione sono numerose:

  • Analisi del carburante, sia benzina che diesel
    Le metodiche utilizzare sono quelle che verificano i parametri dettati dalla UNI EN590 per diesel e UNI EN228 per benzina. Per approfondire l’argomento leggi Biocarburanti e acqua di condensa.
    Alcuni tra i parametri misurati sono: misurazione di acqua nel carburante, infiammabilità, zolfo (inquinamento del catalizzatore e filtro antiparticolato DPF FAP), potere lubrificante, carica microbica (ossia alghe nel serbatoio – per approfondire l’argomento Hai mai sentito parlare delle “alghe” nel serbatoio?).
  • Analisi dell’olio motore
    In questo caso non esiste una normativa super partes, le misurazioni quindi prendono come riferimento la marca di olio utilizzata. Tra i valori misurati ci sono densità, viscosità, pacchetto di additivi (TBN), presenza di metalli e di cloro.
  • Analisi liquido di raffreddamento
    Anche in questo caso la misurazione che viene fatta, prende come riferimento la marca utilizzata. Uno dei calcoli verificati è il punto di ebollizione.
  • Analisi DEF
    Conosciuto anche come AdBlue®, per la misurazione del DEF si segue la normativa ISO 22241. Tra i parametri analizzati vi è la verifica della giusta percentuale tra ammoniaca e acqua distillata, che provoca l’inconveniente della cristallizzazione.
  • Analisi residui solidi presenti nello scarico
    Questa metodica rileva la presenza di cloro che provoca un ambiente corrosivo e conseguente danneggiamento dei componenti.

Che processo bisogna seguire?

Il processo di campionamento e corretta analisi è molto delicato e deve seguire una precisa procedura.
TUNAP è specializzata nella ricerca, sviluppo e produzioni di soluzioni preventive e risolutive per la manutenzione ordinaria o straordinaria del mondo Automotive (per approfondire il servizio leggi TUNAP microflex® per il tuo motore). Da questa esperienza sul mercato è emersa la necessità di rafforzare anche la parte di diagnosi nell’individuare il problema verificato sul veicolo.

Per questo motivo nel 2010 nasce il progetto di analisi chimiche di TUNAP. Oggi abbiamo 10 anni di esperienza e oltre 4.500 analisi eseguite, in 3 laboratori certificati (due in Italia e uno in Germania).

L’esperienza accumulata in questi anni ci ha permesso di creare un servizio specializzato con valenza legale, unico sul mercato.

Questo significa che, in caso di contestazione davanti a un giudice, questo report può essere ufficialmente utilizzato in quanto vengono usate metodiche ufficiali analitiche previste dalle normative. Questo servizio quindi ha valenza come prova.

Grazie al Servizio Analisi e alle soluzioni tecnico-chimiche di TUNAP offrirai un servizio eccellente ai tuoi clienti.